Terrorismo, combattente Isis condannato a Roma a 8 anni

Condannato a 8 anni di carcere Vulnet Maqelara, conosciuto come Karlito Brigande, il macedone di 42 anni raggiunto da un’ordinanza di custodia in carcere nel marzo del 2016 perché accusato di essere militante jihadista affiliato all’Isis. Lo hanno deciso i giudici della terza Corte di Assise di Roma. Era accusato di appartenenza ad una associazione con finalità di terrorismo con l’aggravante della transnazionalità del reato. Vulnet Maqelara, alias Karlito Brigande, era stato arrestato a Roma lo scorso 12 marzo in un’operazione dei Ros.

Di nazionalità macedone, con una sfilza di alias che lo rendeva invisibile: Makelara, Vulnet, Ramazan Ciu, Darko Stojanoski, Stankov. Un criminale di spessore, ricercato dalle autorità della Macedonia, divenuto un jihadista e pronto a farsi esplodere per colpire gli “infedeli”. Un profilo, quello del macedone (già in carcere per altri reati), che confermava i sempre più evidenti contatti tra la criminalità organizzata e Daesh, in una sorta di osmosi tra il mondo integralista e le reti di narcotrafficanti e mafie internazionali.

Karlito Brigande era stato individuato qualche mese prima e arrestato in esecuzione di un ordine di arresto delle autorità macedoni per lesioni personali gravi, pericolosità pubblica, detenzione illegale di armi e materiale esplosivo, aggressione a pubblico ufficiale. Insomma, il profilo di un criminale comune. Quando i militari hanno messo il suo nome nel sistema sono immediatamente scattati i sospetti. Troppi alias, e, soprattutto, una passata militanza nell’organizzazione kosovara Uck. Nella sua casa nella zona di Roma est sono poi stati trovati materiali che hanno portato immediatamente le indagini verso una presunta appartenenza di Karlito Brigande alla jihad internazionale.