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Primo caso dell’anno di paziente positivo al virus West Nile o virus del Nilo Occidentale. Si tratta di uomo di 59 anni residente a Polesella, in provincia di Rovigo. La notizia ufficiale è stata data dal laboratorio di microbiologia di Padova a fine Giugno e nel frattempo si sono aggiunti nuovi casi.

Il virus West Nile o Virus del Nilo Occidentale è stato isolato per la prima volta in Uganda nel 1937. E’ un virus che viene trasmesso all’uomo attraverso le punture delle zanzare. In alcuni casi la trasmissione può avvenire anche attraverso trapianti, trasfusioni di sangue o durante la gravidanza. Quando il virus entra nel nel nostro corpo, i tempi di incubazione possono oscillare da 2 a 14.

Ma cos’è? Il virus è considerato responsabile principalmente della Febbre del Nilo dell’Ovest meglio conosciuta come febbre West Nile.

Inizialmente possono manifestarsi sintomi lievi come mal di testa, nausea, innalzamento della temperatura e ingrossamento dei linfonodi.

Nei bambini, il più delle volte si manifesta solo una febbre leggera ma negli anziani o nelle persone che soffrono di altre patologie si possono manifestare sintomi più gravi come disturbi alla vista, tremori e danni cerebrali fino alla paralisi o al coma.

Risultati immagini per West Nile

In genere i sintomi scompaiono da soli entro pochi giorni, ma se così non fosse è necessario il ricovero per valutare una corretta terapia.

Il paziente ricoverato all’ospedale di Rovigo ha positivamente alle cure prestate e il Dipartimento di prevenzione dell’Azienda ulss 5 ha deciso di intensificare gli interventi larvo – zanzaricidi in tutta l’area di pertinenza, mentre l’allerta si estende a tutto tutto il Veneto orientale

Una volta ricevuta la segnalazione, il dottor Luigi Nicolardi, direttore del Dipartimento di Prevenzione Usl 4, ha invitato i 21 comuni dell’azienda sanitaria a intervenire come previsto dal protocollo regionale.

Dovranno potenziare le azioni di disinfestazione programmate e valutandone l’efficacia secondo le metodologie descritte nel piano regionale di contrasto ai vettori di malattie infettive.

 

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Tutti i Comuni – spiega il Messaggero Veneto – sono stati inoltre invitati anche a programmare nuovi interventi adulticidi in occasione di manifestazioni pubbliche all’aperto, quali sagre, fiere, concerti e altri eventi in cui si radunino tante persone.

Fondamentale anche la parte informativa. Sempre il dottor Nicolardi ha sollecitato i sindaci a informare e sensibilizzare la popolazione nell’adottare misure idonee a contrastare la proliferazione delle zanzare nelle aree di proprietà e a ridurre il rischio di contatto uomo-vettore mediante l’utilizzo di repellenti e con un abbigliamento adeguato.

Non esistono al momento vaccini o trattamenti specifici, mentre vengono di norma usati farmaci per alleviare la sintomatologia tipica della malattia.

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