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SOS1308053Bergamo, 10 ottobre 2013 – Spunta una nuova pista sul delitto di Yara Gambirasio, la ragazzina di Brembate trovata morta in un campo di Chignolo d’Isola (Bergamo). A rivelarla è il settimanale Giallo, in un’intervista alla madre di una coetanea della vittima, molestata via internet da un pedofilo 50enne. L’uomo, in carcere in Francia, è appassionato di ginnastica ritmica e ossessionato da Yara. Le coincidenze, che potrebbero far aprire un nuovo filone di indagine, sono molte.

A far riaccendere i riflettori sull’omicidio irrisolto della giovane ragazza di Brembate è Simona, la mamma di una 12enne molestata da Lorenzo B., 50enne nato a Padova e ora agli arresti nel carcere francese di Bourges con l’accusa di pedofilia. L’uomo chattava con Laura fingendosi suo coetaneo.

Prima coincidenza: il 50enne, come Yara, è appassionato di ginnastica ritmica ed atletica che ha praticato in gioventù a Chiasso ed era già stato arrestato in Svizzera e a Busto Arsizio per aver riempito i suoi computer di immagine erotiche di bambini.

Seconda coincidenza: nell’inverno del 2010, riferisce il settimanale di cronaca nera, il 50enne “cercava a tutti i costi di mettere le mani su qualche bambina di Bergamo“. Yara scomparve il 26 novembre 2010, e fu trovata morta dopo tre mesi.

Terza coincidenza: l‘ossessione per Yara. Nel 2012 Lorenzo C. ha clonato il profilo Facebook di Laura e fingendo di essere la 12enne ha parlato ossessivamente della vittima di Brembate con frasi e ricordi finti scritti sul sociale network. Così, sotto mentite spoglie “scriveva frasi d’amore, diceva di conoscere Yara, di sapere chi è il suo assassino”, riporta il settimanale.

Quarta coincidenza: la lettera. Il pedofilo, tra le centinaia di frasi e pensieri rivolti a Yara, ne scrive uno particolarmente angosciante. Si intitola “Incubo” ed è una poesia pubblicata su diversi account, tutti finti, gestiti di nascosto da Lorenzo. Ecco il testo: “Anche stanotte sei tornata… Ti ho vista… Ti ho sentita. Quel freddo tutto attorno… E c’eri tu. E poi le grida, il tuo pianto. L’orrore. E poi.. Buio… Solo buio freddo… E silenzio. Ormai ogni notte è così. Ho paura di dormire, ho paura di sognare. Di rivedere, di rivivere, di sentire ancora tutto questo. Cosa posso fare… Cosa devo fare per farti trovare la pace, per cancellare tutta la sofferenza che hai dovuto subire… Per far tacere tutto questo gelido silenzio… Sto male…”.

Quinta coincidenza: dall’esame del Dna risulta che l’assassino di Yara sia il figlio illegittimo del signor Giuseppe Guerinoni, deceduto nel 1999. Un uomo sulla cinquantina adottato. Così come adottato sarebbe Lorenzo, il pedofilo 50enne, che ha raccontato di essere stato lasciato in un orfanotrofio quando era piccolo. (tgcom24.it)

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