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“Nuove norme in materia di adeguamento del trattamento economico dei membri del Parlamento a quello dei parlamentari europei”. È il titolo di una proposta di legge presentata lo scorso febbraio dal senatore dem Luigi Zanda, prima di diventare tesoriere dem, che ha scatenato la polemica. Facendo gli opportuni calcoli, infatti, la retribuzione media incassata da un parlamentare europeo è più alta di quella di un parlamentare italiano.

A sollevare il polverone – spiega repubblica.it – era stato per il Movimento 5 Stelle con Luigi di Maio che ieri, mercoledì, su Facebook, aveva scritto: “Oggi al Senato abbiamo approvato definitivamente il Reddito di Cittadinanza e Quota 100. Noi abbiamo approvato due misure per un nuovo modello di welfare e andiamo verso il taglio degli stipendi dei parlamentari. Qualcun altro – che mi dicono essere il tesoriere di questo “nuovo” Pd – nemmeno qualche settimana fa ha depositato sempre in Senato una proposta di legge per aumentare ulteriormente, invece, proprio gli stipendi dei parlamentari (equiparandoli a quelli degli europarlamentari). Parliamo di ben 2-5 mila euro in più al mese, che un lavoratore comune vede col binocolo. E sul salario minimo tacciono. Bella la sinistra falce e cashmere, ne sentivamo quasi la mancanza. Noi andiamo avanti!”.

Immediata la replica di Zanda: “Le parole di Luigi Di Maio sono destituite di ogni fondamento”. “La proposta di legge che ho presentato il 27 febbraio – ha detto Zanda – prevede di parificare il trattamento economico dei parlamentari italiani a quello dei parlamentari europei, che è leggermente inferiore a quello che oggi senatori e deputati ricevono. Questa è la verità e ognuno lo può verificare andando a controllare gli atti sul sito del Senato: poi Di Maio può dire pure quello che gli pare”.

Alla fine è un tweet di Nicola Zingaretti a chiudere la polemica: “Abbiamo già chiarito e confermo: non c’è nessuna proposta del Pd per un aumento degli stipendi dei parlamentari. C’è una proposta di legge presentata da Luigi Zanda, che ha tutta la mia stima, prima della nomina a tesoriere e addirittura prima delle primarie. No ai polveroni”.

Sul caso è intervenuto anche Massimo Cacciari che stronca così l’ultima “brillante” idea “”Una follia. Una forza politica, che dovrebbe fare opposizione, si mette a discutere di temi assurdi? Temi che fanno infuriare i cittadini. Come farsi male da soli: un manuale scritto da Zanda”.

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